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 Il Corso di Dottorato in «Politica, Cultura e Sviluppo», che dal 2013 ha integrato tutte le precedenti esperienze di scuole dottorali di questo Dipartimento, si basa sull’idea che uno studio avanzato dei fenomeni sociali non possa svilupparsi che in forma interdisciplinare.
La formazione dei Dottorandi – che sono selezionati ogni anno sulla base della valutazione di CV, progetto ricerca, prova scritta, test di inglese e colloquio - ha dunque come scopo principale quello di costruire le competenze necessarie per lo studio dei processi di sviluppo sociali, politici, culturali, linguistici, comunicativi, economici e giuridici nelle loro interdipendenze. L’integrazione fra le diverse prospettive non nega la specificità delle singole discipline, ma permette di ampliare l’orizzonte della ricerca oltre quelli che sono i limiti convenzionali dei settori disciplinari.
Il progetto formativo propone per il primo anno una formazione di base obbligatoria sulle metodologie di ricerca – sia qualitative che quantitative – delle diverse discipline, ma include altresì cicli di seminari su concetti condivisi in tutte le scienze sociali, per dotare i dottorandi di un «lessico di base» indispensabile nel comune lavoro di ricerca. Questi seminari si muovono attorno e attraverso le parole chiave del Dottorato: politica, cultura e sviluppo. Le parole “politica” e “cultura” indicano ambiti di studio estremamente ampi: rispetto a questi,  la terza parola chiave del Dottorato, “sviluppo”, funge da selettore delle rilevanze affrontate.
Già a partire dal primo anno, e poi con ulteriore incremento dal secondo, la formazione di base viene affiancata da lezioni e seminari tematici, nel corso dei quali i Dottorandi possono sperimentare le possibili applicazioni dei vari metodi e concetti presentati alle proprie ricerche.
Tutte le attività formative sono valutate secondo un sistema di crediti formativi, attribuiti in base al numero delle ore di impegno e al superamento di valutazioni parziali e finali.
A partire dal primo anno di corso, ogni Dottorando è collocato in uno dei laboratori di ricerca animati dai membri del Collegio dei docenti. Ad ogni Dottorando viene affiancato un Tutor. In base alle esigenze di ogni specifico progetto di ricerca, sono possibili co-tutele che coinvolgano docenti di altre sedi italiane ed estere.
Al termine di ogni anno accademico, tutti i Dottorandi presentano a colleghi e docenti i propri risultati di lavoro all’interno di un apposito Seminario residenziale.
Vista la sua tradizione, il Corso di Dottorato si presta in maniera naturale all’uso dell’analisi comparativa. Il Corso cerca dunque di stimolare, in ogni modo possibile, la comparazione fra aree geografiche e/o tematiche concettuali. L’obbligatorio periodo di studio all’estero di ogni studente viene  progettato anche in funzione di tale prospettiva.
La localizzazione delle tematiche di ricerca non esclude, ma al contrario stimola la dimensione internazionale degli studi. Tale è il senso dei rapporti che il Dottorato ha con numerose istituzioni internazionali in Europa, nell’America latina, in Africa e in Asia. È intenzione del Dottorato continuare a incrementare queste collaborazioni, per consentire ai Dottorandi il più ricco accesso alle reti di ricerca internazionali e l’inserimento del proprio lavoro nel vivo del dibattito scientifico globale.