Arcavacata, martedì 24 marzo 2020

Dantedì, così Gioacchino conquistò il Sommo Poeta

Il 25 marzo è la prima Giornata nazionale dedicata a Dante: un approfondimento sul ruolo dell’abate e teologo calabrese nella Divina Commedia, a cura di Luca Parisoli (ordinario di Storia della filosofia medievale, Dipartimento di Studi Umanistici)


Gli studi su Dante si sono arricchiti nel tempo di una specifica attenzione alla sua collocazione nei dibattiti religiosi e filosofici che lo hanno preceduto e che caratterizzano la sua opera letteraria. L’ultima grande fatica in corso di conclusione è quella di Giulio D’Onofrio, professore di Storia della filosofia medievale all’Università di Salerno, che sta lavorando alla sistemazione per la pubblicazione di una attenta e puntigliosa ricostruzione delle linee di pensiero che si possano essere coagulate nel testo dantesco: una volta a disposizione del pubblico, si tratterà di una summa che sarà un contributo culturale di riferimento per gli studiosi della letteratura e un’indicazione metodologica preziosa per gli storici del pensiero e della filosofia.
Tra queste linee di pensiero ce n’è una che è ancorata al nostro territorio, quella che si origina nel pensiero di Gioacchino da Fiore e nella sua successiva trasmissione, in cui un grande ruolo giocano le diverse anime del pensiero francescano, anime che si dividono e si intrecciano all’interno di un Ordine religioso nato qualche anno dopo la morte di Gioacchino da Fiore. Dal contesto culturale meridiano di Gioacchino, a stretto contatto con il cristianesimo greco, si passa ad un altro contesto culturale, sempre cristiano, ma latino e segnato dalla separazione concettuale consumata con il mondo greco da tanti e tanti decenni, oramai da sembrare un’eternità. Questa influenza su Dante arriva tramite il dibattito tra i frati minori su quale sia la forma corretta di rappresentare, innanzitutto di auto-rappresentarsi, l’identità del frate minore: quella che va sottolineato è che non siamo di fronte ad un dibattito meramente spirituale o di disciplina ecclesiastica, bensì di un dibattito che assume immediatamente implicazioni sociali e politiche, poiché è in gioco il posto del frate minore nella società che lo circonda. Le lotte della famiglia francescana degli Spirituali arrivavano alla sensibilità di Dante non solo attraverso la loro dimensione teologica – la povertà e la missione della Chiesa -, arrivavano anche nella loro dimensione socio-politica, piena di riflessioni sul fondamento della società, ma fatte anche di alleanze e divisioni tra le forze partecipanti al gioco politico dell’epoca.
Questi dibatti assumono toni virulenti e producono situazioni di fatto laceranti: il tono profetico di Gioacchino, esasperato da una produzione post-mortem di scritti a lui attribuiti in un ambiente francescano che radicalizza la sua dimensione escatologica sino a farla diventare immediatamente operativa nella storia, offriva a Dante un quadro concettuale capace di sostenere un approccio escatologico alle cose di questo mondo, un approccio fisso quindi al destino ultimo dell’essere umano. Dante, capace di assumere le potenti mediazioni intellettuali di un san Tommaso o di un san Bonaventura, era certo affascinato dalla potenza emotiva del francescano Pietro di Giovanni Olivi, a lungo attivo nel convento di Santa Croce a Firenze, ed attraverso le sue interpretazioni dell’Apocalisse risuonava il vigore profetico di Gioacchino. Vi erano due proposte interpretative nella Chiesa medievale verso l’Apocalisse: quella più accademica e razionalistica di Riccardo di San Vittore, quella più enfatica e simbolica di Gioacchino da Fiore. Non sempre discordavano sulle conclusioni, la storicizzazione radicale dell’esegesi apocalittica è più opera di quei francescani entusiasti che non di Gioacchino. Tuttavia a Dante arriva il profeta Gioacchino, assai meno l’intellettuale Riccardo: il primo infiamma, il secondo analizza. Questa fiamma dantesca parte da Gioacchino, passa attraverso quell’anima francescana per lui entusiasta, si sistematizza in Olivi, e rimbomba nelle pagine poetiche di Dante. 






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ultimo aggiornamento: martedì 24 marzo 2020 - 12:22