Arcavacata, venerdì 14 febbraio 2020

Neurogenetica, a rischio il centro di Amalia Bruni. L’Unical: «Salvarlo, è un’eccellenza»
I 14 direttori di Dipartimento dell’ateneo hanno firmato una lettera a sostegno della struttura di Lamezia e del lavoro di ricerca del la sua équipe


I direttori dei 14 Dipartimenti dell’Università della Calabria hanno firmato un appello a sostegno del Centro di Neurogenetica di Lamezia Terme in cui chiedono che sia rifinanziato il capitolo di spesa che permetteva al Centro di funzionare, secondo quanto previsto dalla legge regionale del 2007.
«Il nostro supporto al centro nasce dall’apprezzamento per lo straordinario lavoro svolto dal centro sin dalla sua nascita nel 1997 grazie all’abnegazione, all’impegno e alle capacità di Amalia Bruni e del suo team. Da allora ci sono state numerosissime pubblicazioni internazionali sui giornali di maggiore impatto che hanno posto il centro all’attenzione internazionale», si legge nella lettera.

Amalia Bruni, ricordano i direttori, è conosciuta in tutto il mondo per aver partecipato alla scoperta del gene presenilina1, le cui mutazioni sono responsabili della malattia di Alzheimer ad esordio precoce e che è co-responsabile della più comune malattia di Alzheimer ad esordio tardivo. Insieme al suo centro, Bruni ha anche partecipato alla scoperta di una glicoproteina che modula il funzionamento della presenilina ed è quindi coinvolta nell’insorgenza delle demenze di tipo Alzheimer. La glicoproteina venne ribattezzata Nicastrina, per sottolineare il ruolo centrale del centro di ricerca di Lamezia nella scoperta. «Chi come noi lavora ogni giorno per fare ricerca e per coordinare il lavoro di istituzioni che fanno ricerca – scrivono ancora i direttori di Dipartimento dell’Unical – conosce la difficoltà che tale lavoro comporta e quindi, ancora più di altri, apprezza il grande lavoro svolto dal Centro di Neurogenetica di Lamezia Terme e da Amalia Bruni. Ma, accanto a ciò, come cittadini, non possiamo non sottolineare anche il fatto che il Centro sia un punto di riferimento straordinario per i pazienti con demenze e per le loro famiglie, quest’ultime molto spesso vittime della situazione e abbandonate a se stesse».

Qui il testo integrale della lettera.
 






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ultimo aggiornamento: venerdì 14 febbraio 2020 - 16:50