Arcavacata, venerdì 10 gennaio 2020

Smart City e Intelligenza artificiale con il 5G

Discordanti i pareri degli esperti sulla nocività delle nuove reti 5G


Forte la polemica dopo la notizia diffusa dal Comune di Catanzaro di essere fra i vincitori del bando del ministero dello Sviluppo economico (Mise) per la sperimentazione, la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico attraverso le reti 5G in ambito urbano.
Il futuro, quindi, è già qui e anche il capoluogo si candida a trasformarsi in una smat-city ma con quali pro e quali contro?
Per la prof.ssa Sandra Costanzo, docente associato di campi elettromagnetici all'Unical, non ci sono dubbi: “L'allarmismo creatosi e diffusosi, secondo noi esperti, appare immotivato in quanto al momento non validato da prove sperimentali. Si tratta di radiazioni non ionizzanti, a differenza dei raggi X e, quindi, potenzialmente, meno pericolose. All'aumento della frequenza, che si avrà con il 5G, corrisponderà una riduzione della lunghezza d'onda e, quindi, della capacità di penetrazione dei tessuti. Il 5G utilizza delle microonde che potranno, invece, essere di ausilio prezioso nella diagnostica medica, e si potrà prevedere in futuro, ad esempio, l'utilizzo di tomografi per effettuare mammografie che eviteranno di sottoporci ai nocivi raggi X. L'unico dubbio potrebbe risultare dal fatto che, diminuendo la lunghezza d'onda, anche le antenne utilizzate saranno più piccole e, pertanto, si dovrebbe aumentare il numero per garantire una copertura omogenea del territorio”.
“Sono state effettuate – aggiunge la prof.ssa Costanzo - alcune prove di valutazione del campo irradiato dalle antenne 5G in Italia, e non è stato evidenziato al momento alcun superamento del limite che possa generare apprensione. Le persone devono sapere che è molto più pericoloso tenere per troppo tempo il proprio cellulare vicino l'orecchio perché il nostro telefonino è un'antenna che irradia e provoca un effetto termico.”
Di altro parere l'ingegnere Giancarlo Spadanuda, consulente della magistratura per l'elettrosmog è già docente di campi elettromagnetici all'Università di Reggio Calabria: “Catanzaro non può far da cavia. Sono 120 i comuni italiani che hanno emesso delibera per ritardare nel proprio comune l'attivazione del 5G. Inoltre, il comune di Trento ha destinato per il biennio 2019-2020 la somma di 30 mila euro per cofinanziare uno studio scientifico sperimentale mirato. Il 25 gennaio ci sarà la manifestazione mondiale stop 5G per chiedere di fermare questo tsunami elettromagnetico per il quale sono state raccolte 172.395 firme da 204 diversi paesi a girare ad Onu e Oms. C'è da precisare che il 5G non è misurabile perché non esistono attualmente al mondo apparecchiature elettroniche in grado di farlo perché il segnale è variabile nel tempo e nello spazio. Inoltre, gli alberi ostacolano il 5g e, per questa ragione, in diverse città si sta compiendo una vera e propria strage di verde. In più, le antenne grandi che abbiamo sui tetti saranno sotituite da decine più piccole che verranno apposte ogni 100 metri a livello della strada. Vogliamo che sia questo il futuro per la nostra città?
 

Fonte: E. Ferragina / Gazzetta del Sud






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ultimo aggiornamento: venerdì 10 gennaio 2020 - 11:18