Arcavacata, martedì 23 luglio 2019

Nasce la Società Italiana di Intelligence, Caligiuri: un contributo importante nello studio della disciplina


Intervista al Prof. Caligiuri che ci aiuta a comprendere cosa è l’intelligence e in che modo può essere applicata con maggiore successo

Trattare le informazioni in modo più efficace e metterle a frutto per prendere decisioni in un contesto complesso come quello attuale sta diventando una necessità che vede coinvolti non solo i campi della sicurezza nazionale ma anche i più diversi ambiti di ricerca e di business.
Ma cosa è l’intelligence e come può aiutare il “decision maker” a prendere decisioni in contesti ambigui e frammentati come quelli odierni? Per rispondere a questa domanda intervistiamo il Prof. Mario Caligiuri che, il 14 giugno scorso, ha fondato la SOCINT, Società Italiana di Intelligence, per promuovere lo studio e la cultura dell’Intelligence nel nostro Paese.
Professore Caligiuri, cosa è l’intelligence? La definizione migliore di intelligence, dal mio punto di vista, l’ha data Bill Gates: il modo più efficace di differenziarsi da un competitore è quello di eccellere sul piano dell’informazione e quindi il successo deriva da come si raccoglie, analizza e utilizza l’informazione: è proprio questo il metodo dell’intelligence.
In cosa consiste la professione dell’Intelligence? Consiste nel selezionare informazioni rilevanti nell’oceano della disinformazione imperante, supportare la decisione delle persone, degli imprenditori e degli uomini di Stato.
Quali sono secondo lei i campi dove questa disciplina può essere applicata con maggior successo? Prima di tutto è un processo educativo che serve a tutti, applicato in ogni disciplina. In misura maggiore serve a chi ha responsabilità più significative perché dalla qualità delle decisioni dipende poi il benessere della collettività.
Il 14 giugno è nata la SOCINT, la Società Italiana di Intelligence, della quale lei è promotore. Quali sono gli scopi di questa associazione? La SOCINT si occupa dello studio scientifico dell’intelligence per farla riconoscere come disciplina accademica nelle università italiane. In Calabria abbiamo costruito il primo centro di studi nelle università pubbliche italiane e stiamo seguendo con grande continuità lo sviluppo dell’intelligence, tenendo conto che nel corso degli anni abbiamo attivato collane editoriali, master, corsi di laurea specialistica, centri studi, università d’estate, siti internet e corsi di specializzazione. Nei prossimi mesi saranno disponibili i bandi sul sito www.unical.it sia per accedere alla nona edizione del master in intelligence che per iscriversi al corso magistrale.
Tra le partnership già siglate dalla SOCINT spiccano quella con le più importanti realtà istituzionali. L’incontro tra le istituzioni e il mondo accademico ricalcano la strada dell’Intelligence Collettiva, in cosa consiste e quali sono i vantaggi di questa apertura dello Stato nei confronti dei cittadini? Per intelligence diffusa si intendono diverse cose, a volte confuse. Serve un sistema nazionale che valorizzi la conoscenza, individuare quella utile e impiegarla per valorizzare le risorse pubbliche e private del paese.
Chi può partecipare alle attività della SOCINT? Prima di tutto professori universitari, chi ha conseguito dei titoli di studi specifici sull’intelligence ed anche appassionati ed esperti.
Concludiamo con un piccolo accenno al tema del disagio sociale che è stato individuato da lei come una minaccia alla sicurezza nazionale: crede che iniziative del genere possano inquadrare meglio il fenomeno, storicizzarlo e cercare di prevenire le possibili conseguenze dell’esplosione incontrollata di questo fenomeno? Certamente, la SOCINT può operare a livello di studi e di proposte. La risposta al disagio sociale deve darla il sistema politico e deve impegnarsi molto in questa direzione perché il problema è urgentissimo.






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ultimo aggiornamento: martedì 23 luglio 2019 - 17:17