Arcavacata, giovedì 26 febbraio 2015

Mediterraneo e Medio Oriente: sviluppo economico e politiche di cooperazione


Facilitare il dialogo tra esperti israeliani e palestinesi nell’ambito delle politiche di sviluppo economico e di cooperazione nell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente.
 
Con questo obiettivo la Farnesina ha ospitato il convegno “Un nuovo Piano Marshall Usa-Ue per il Mediterraneo ed il Medio Oriente: sviluppo economico e politiche di cooperazione” , realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) in collaborazione con l’Associazione Prospettive Mediterranee, la Fondazione Ebert (Fes-Italia), Eurispes, l’Università della Calabria, la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (Pam).
 
All’incontro è intervenuto, fra gli altri, il Vice Direttore Generale della Cooperazione italiana allo sviluppo, Fabio Cassese, il quale ha sottolineato che “il Maeci vede nella regione mediterranea un’area di priorità geopolitica, economica e culturale.
 
L’approccio della Cooperazione italiana a riguardo è stato rimodellato dopo le primavere arabe lungo tre direttive: il sostegno alla transizione democratica, la crescita economica e il sostegno sociale”, Cassese ha specificato che “in linea con le idee condivise con l’Unione Europea, la Cooperazione italiana ha deciso di concentrarsi su pochi Paesi al fine di evitare una dispersione delle risorse, e in particolare su Tunisia, Egitto, Libano e Palestina. L’aiuto economico sarà concentrato su quattro settori principali: sanità, piccole e medie imprese, sviluppo agricolo e salvaguardia del patrimonio culturale”.
 
Enrico Molinaro, fondatore e presidente di Prospettive Mediterranee, ha sottolineato “l’importanza di un approccio che sappia tutelare l’identità del popolo all’interno del quale si va ad aprire un progetto di sviluppo, in linea con il contributo che la Cooperazione italiana può dare”.
 
Secondo Gianpiero Barbuto, responsabile delle relazioni internazionali dell’Università della Calabria, “troppo spesso vengono messi in evidenza gli elementi di divisione all’interno del Mediterraneo a scapito di quelli che hanno invece la forza di unire”, mentre è necessario che “l’Unione Europea e la Cooperazione italiana siano gli enti promotori di nuove politiche che guardino al Mediterraneo come ad un centro strategico”.
 
Il dibattito è stato incentrato sull’analisi degli ultimi sviluppi in merito alle ricerche condotte su alcune tematiche chiave come le risorse energetiche e idriche, il problema della sotto-occupazione e i tentativi di risolverlo anche attraverso meccanismi di inclusione finanziaria, con l’obiettivo di trovare un terreno comune per la pacifica convivenza e lo sviluppo nell’area mediterranea.
 






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ultimo aggiornamento: giovedì 14 gennaio 2016 - 12:20