Rende, martedì 14 settembre 2021

700 anni dalla morte di Dante: 10 parole (ed espressioni) che dobbiamo al Sommo poeta


Nel 2021 si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, avvenuta tra il 13 e il 14 settembre 1321.

Dante, oltre che per la sua opera di poeta, prosatore, teologo, filosofo, pensatore politico, viene commemorato anche come padre della lingua italiana. Padre non in senso cronologico, perché testi italiani tanto in prosa quanto in poesia erano già attestati prima di lui. Dante è padre della nostra lingua, perché nella Divina Commedia sono presenti per la prima volta tutti gli ambiti d'uso e i registri comunicativi dell'italiano, dalla lingua comune ai tecnicismi, dagli arcaismi ai neologismi, dai neologismi al turpiloquio.
Con la Divina Commedia, insomma, l'italiano diventa una lingua a tutti gli effetti e si emancipa dal latino.
Tullio De Mauro ha mostrato come del lessico fondamentale di oggi - le 2mila parole circa di cui nessuno può fare a meno nella vita quotidiana - ben l'84 per cento era già presente negli autori del '300, ma in particolare il tasso di sopravvivenza delle parole dantesche è superiore a di due volte e mezzo rispetto al resto del lessico antico.
Sono tante quindi le parole e le espressioni dantesche che usiamo tutti i giorni, più o meno consapevoli della loro illustre origine.
Il professor Yorick Gomez Gane, docente di Linguistica italiana del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Unical, in questo video ne seleziona e commenta dieci.

 






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ultimo aggiornamento: martedì 14 settembre 2021 - 09:10