Arcavacata, venerdì 16 aprile 2021

Finanziato dall’Unione Europa un progetto Unical per la protezione degli ecosistemi marini calabresi

I ricercatori del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, guidati da Emilio Sperone, monitoreranno le coste e la fauna ittica. Tra gli obiettivi, contribuire a strategie di turismo e pesca sostenibili


L’Università della Calabria, attraverso il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, è risultata vincitrice di un finanziamento del Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) con un progetto sulla protezione degli ecosistemi marini calabresi.

Il nome del progetto è CESPES-BIO, nasce da un partenariato che vede la presenza dei “Fisheries Local Action Group” (FLAG) "Perla del Tirreno" e "dello Stretto", nonché delle Riserve Naturali Regionali "Lago di Tarsia-Foce del Crati", per monitorare le specie marine di interesse conservazionistico ed economico all'interno di Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e per individuare aree di riproduzione e di nursery di queste specie nel territorio calabrese attraverso innovative tecniche sottomarine e droni. In particolare, sarà utilizzata per la prima volta in Calabria l'innovativa tecnica del BRUVS (Baited Remote Underwater Video), una tecnica di monitoraggio sviluppata in Australia che consente di studiare la presenza di pesci in un'area attraverso una telecamera collegata ad un'esca alimentare. Le riprese vengono poi processate da un software che valuta non solo la diversità specifica, ma calcola anche la biomassa e fornisce preziosi indici utili per la valutazione dell'abbondanza delle popolazioni.

«Grazie al contributo della Regione Calabria – ha dichiarato Emilio Sperone, responsabile scientifico del progetto – siamo pronti a partire per monitorare i mari della costa calabrese, soprattutto attenzionando specie di pesci di interesse commerciale quali cernie, spigole, orate, ma anche specie a rischio di estinzione o minacciate, tra cui squali e cavallucci marini».

L'idea di progetto, infatti, nasce con l'obiettivo di mappare la presenza delle principali specie ittiche di interesse commerciale e conservazionistico nei mari calabresi valutandone l'abbondanza e la frequenza, soprattutto all'interno delle aree di pregio ricadenti nella Rete Natura 2000 al fine di fornire preziosi strumenti per la pianificazione di attività di pesca ed ecoturismo che siano rispettose degli ecosistemi marini e sempre più sostenibili.

La predisposizione della proposta è stata un lavoro a più mani, di scrittura e revisione condotto anche con il supporto tecnico e amministrativo dell’Area Ricerca, Innovazione e Impatto Sociale che offre assistenza a tutta la comunità accademica.

«Siamo molto soddisfatti che il nostro lavoro abbia permesso che la proposta fosse finanziata, specialmente in un contesto come il FEAMP in cui l'Ateneo è per la prima volta beneficiario come capofila», ha commentato così l’importante risultato Francesco Valentini, Delegato del Rettore alla Progettazione della Ricerca.

CESPES Bio sarà l'occasione per dare un contributo concreto allo sviluppo regionale di strategie di conservazione della fauna marina e di pesca sostenibile.

«Siamo pronti a partire, mi piacerebbe invitarvi tutti sulla barca per vivere il monitoraggio marino come azione di scoperta e di tutela degli ecosistemi» ha asserito Sperone.

 

(Nella foto, scattata prima della pandemia, il gruppo di ricerca guidato da Emilio Sperone)

 






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ultimo aggiornamento: venerdì 16 aprile 2021 - 17:00