Arcavacata, giovedì 12 novembre 2020

Iscrizioni in aumento all’Università della Calabria

Netta inversione di tendenza dopo un decennio di costante calo. Incremento favorito anche dalla decisione dell’ateneo di ampliare i posti disponibili nei corsi più richiesti


Crescono le iscrizioni ai corsi di laurea triennale e quinquennale dell’Università della Calabria per l’anno accademico 2020/2021. Le immatricolazioni, da poco concluse, hanno fatto registrare un incremento di oltre 400 studenti, circa il 10 per cento rispetto all’anno precedente: si è passati da 4.232 nuovi iscritti a 4.636.

Un dato che rappresenta un’importante inversione di tendenza, dopo un decennio di costante perdita (lo scorso anno fu del 5 per cento) e che assorbe e supera la diminuzione fisiologica dovuta al calo delle nascite.

L’incremento è stato favorito anche dalla scelta dell’ateneo di aumentare quest’anno – nel rispetto dei vincoli normativi e dei requisiti di sostenibilità previsti per la didattica – il numero di posti disponibili per alcuni corsi di laurea che avevano ricevuto molte richieste. E' il caso di Scienze dell'Educazione, che ha accettato oltre 200 studenti in più rispetto ai numeri previsti. Una decisione presa per venire incontro alle esigenze degli studenti in una fase d’emergenza sanitaria che mette a rischio la mobilità tra aree del Paese.

I dati finali delle immatricolazioni per triennali e quinquennali confermano inoltre il trend positivo registrato nella fase di ammissione anticipata. Più di mille delle nuove matricole si erano assicurate un posto all’Unical già prima di conseguire il diploma, partecipando alle preselezioni tramite test Tolc, tra aprile e giugno. Chi ha superato le prove ha avuto poi la possibilità di iscriversi all’università già a inizio luglio: in tutto sono stati in 1.210, a fronte dei 754 dello scorso anno. C’è da sottolineare che nei Tolc 2020 l’Unical ha messo a bando per la prima volta, posti in tutti i corsi di laurea, allargando così la platea dei partecipanti. Le domande pervenute sono state infatti 2.137 (furono 1.346 nel 2019) e i posti messi a disposizione 2.414 (contro i 1.682 dell’anno precedente).

«Il rischio di una contrazione delle nuove iscrizioni era molto concreto, a causa dell’impatto della pandemia sui redditi delle famiglie degli studenti, specie nelle regioni del Sud, nonché per il blocco della mobilità degli studenti internazionali – commenta il rettore Nicola Leone – Nonostante il periodo drammatico, per fortuna, le nuove generazioni non si sono scoraggiate nel proseguire il percorso di studi, per far poggiare su basi più solide il proprio futuro. Per tutti questi motivi l’ateneo ha deciso di andare incontro alla crescente richiesta di accesso ai nostri corsi di studio e ha ampliato il numero di posti messi inizialmente a bando, offrendo a molti giovani, che altrimenti sarebbero rimasti fuori dalle graduatorie, la possibilità di studiare nel nostro ateneo».






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ultimo aggiornamento: giovedì 12 novembre 2020 - 15:53