Arcavacata, martedì 10 novembre 2020

Dalla Calabria al Louvre, la storia del San Sebastiano di Benedetto da Maiano

È una delle sculture volute dal museo di Parigi e dal Castello Sforzesco di Milano per la mostra dedicata al Rinascimento italiano. L’opera era stata realizzata su committenza di Marino Correale per la chiesa di Santa Caterina di Terranova Sappo Minuli


Il San Sebastiano di Benedetto da Maiano, custodito dal Museo Diocesano di Oppido-Palmi, è tra le opere scelte dal museo del Louvre e dal Castello Sforzesco di Milano per la mostra “Il corpo e l’anima, da Donatello a Michelangelo”.

L’esposizione, dedicata alla scultura italiana del Rinascimento, è stata inaugurata lo scorso 22 ottobre a Parigi e resterà al Louvre fino al 18 gennaio (al momento è chiusa, fino al primo dicembre, per le restrizioni anti Covid). Passerà poi a Milano, dov’è in programma al momento dal 5 marzo al 6 giugno 2021.

Il San Sebastiano ospitato in Calabria era stato commissionato allo scultore fiorentino, maestro di Michelangelo, da Marino Correale, consigliere di Alfonso d’Aragona che gli assegnò in Calabria una serie di possedimenti. La scultura – parte di un paliotto d’altare insieme a una Madonna col Bambino e a Santa Caterina, realizzato in marmo di Carrara – era destinata alla chiesa di Santa Caterina di Terranova Sappo Minulio, nel reggino.

Quando Terranova venne distrutta dal terremoto del 1783, le opere subirono importanti danni. Il San Sebastiano, accolto poi dai frati di Oppido Mamertina, aveva perso la parte inferiore delle gambe. I restauri successivi, soprattutto quello a cura dell’opificio delle pietre dure di Firenze concluso nel 2004, hanno riportato alla luce l’opera originale, eliminando le pitture degli anni successivi che avevano stravolto la scultura.

L’attribuzione a Benedetto da Maiano si deve allo storico dell’arte Francesco Caglioti, grande studioso del Rinascimento italiano. In precedenza l’opera era stata attribuita anche ad Antonello Gagini, scultore che lavorò molto anche in Calabria, e Pietro Bernini, con lo spostamento però della datazione dell’opera di un secolo in avanti.

Benedetto era ritornato nel corso della sua carriera sul tema: ha realizzato, come ultima opera, un altro San Sebastiano, ora conservato nell’oratorio dell’Arciconfraternita della Misericordia a Firenze.

(Approfondimento a cura della professoressa Emilia Talamo, associata di Storia dell’arte moderna del Dipartimento di Studi Umanistici. Nel video ulteriori dettagli sull’opera, sul suo ruolo nella mostra del Louvre e sui rapporti tra Benedetto da Maiano e l’allievo Michelangelo. Le immagini del San Sebastiano sono del Museo Diocesano di Oppido-Palmi)






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ultimo aggiornamento: martedì 10 novembre 2020 - 17:55