Arcavacata, lunedì 6 luglio 2020

Morricone, ingegno e passione: ecco cosa ci lascia il maestro

Egizio Pozzi, professore di Musicologia e Storia della Musica dell’Unical, ricorda il compositore e la sua visita in ateneo nel 2005


Nel segnare profondamente la musica e le arti nel secondo dopoguerra, la figura di Ennio Morricone, morto oggi all’età di 91 anni, riunisce le opposte polarità del mondo artistico novecentesco, costantemente combattuto tra la ricerca dell’avanguardia e l’esigenza di espressività, tra la sperimentazione di nuove strade compositive e il collegamento con le arti visuali e narrative. Quasi a rappresentare le due tendenze artistiche prevalenti del secolo breve, la sua produzione si è divisa tra la partecipazione alle vicende delle avanguardie colte contemporanee e la produzione di musica applicata per la televisione, il teatro e soprattutto per il cinema, collaborando con alcuni tra i registi più significativi del panorama internazionale.

Dopo il diploma di Composizione al Conservatorio S. Cecilia di Roma sotto la guida di Goffredo Petrassi, nel 1965 Morricone entra a far parte del Gruppo di Improvvisazione di Nuova Consonanza, un’associazione dedita alla produzione e alla diffusione della musica contemporanea nel nostro paese. Da allora mantiene una partecipazione attiva alle vicende delle avanguardie artistiche sia collaborando saltuariamente alle attività di quest’associazione sia, soprattutto, componendo musica per strumento solista, ensemble e per orchestra, oltre a concerti e pagine di musica sacra. Parallelamente alla produzione “colta” negli Anni Sessanta collabora come arrangiatore prima con la casa discografica RCA e poi con la RAI, contribuendo in modo determinante al successo di cantanti come Mina, Gianni Morandi, Edoardo Vianello, Miranda Martino e Gino Paoli. Sempre in quel periodo inizia a comporre per il cinema, per i western all’italiana di Sergio Leone e per altri registi italiani come Marco Bellocchio, Gillo Pontecorvo e Bernardo Bertolucci.

Nei generi della musica applicata il Maestro ottiene l’acclamazione a livello internazionale e i riconoscimenti più ambiti. La sua carriera è connotata da successi e da premi prestigiosi, come il Leone d’Oro, due Oscar (uno alla carriera), 10 Nastri d’Argento, 10 David di Donatello, 3 Golden Globes, 6 British Academy of Film and Television Arts, un Grammy e un European Film Award; parallelamente in campo discografico colleziona centinaia di premi e riconoscimenti internazionali, al punto che negli ultimi vent’anni Morricone è invitato in ogni parte del mondo a dirigere le sue musiche. In molte di queste occasioni il Maestro presenta al suo pubblico sia la produzione cinematografica sia quella di musica assoluta, vicina alle avanguardie e alla tradizione “colta”.

In due di queste occasioni ho avuto l’onore di conoscere e intervistare il Maestro, e precisamente nel maggio del 2005 in un concerto all’Aula Magna della nostra Università e nell’ottobre del 2007 in un incontro con gli studenti al Teatro Politeama di Catanzaro. Nella prima occasione il programma comprendeva alcuni successi cinematografici e alcune composizioni di musica assoluta, precedute da un’intervista/presentazione. La seconda occasione era invece una vera e propria “lezione” di Morricone agli studenti dei conservatori e delle associazioni musicali calabresi. In entrambe le serate il Maestro toccò non solo argomenti tecnici come il rapporto tra composizione “colta” e musica applicata, le fonti e il materiale di base, l’intuizione e il mestiere, ma anche aspetti legati alla sua vita e alla sua famiglia. Tuttavia, quasi sorprendendo il suo pubblico, il Maestro amava parlare delle sue composizioni di musica assoluta e alle inevitabili domande sui “segreti” della sua arte, sottolineava l’importanza del lavoro, della passione, dello studio e della costanza.

Il Maestro riconosciuto in tutto il mondo per l’incomparabile bellezza delle sue melodie, per le sonorità e i timbri originalissimi, per la magistrale arte contrappuntistica, per la raffinatezza e la genialità delle sue composizioni ha sempre sottolineato l’importanza di una seria formazione musicale e della costanza nello studio e nell’impegno. In una recente intervista, parlando ad alcuni giovani universitari, li esortava con le seguenti parole: «Siate umili e coraggiosi. Ma anche pazienti perché ci vuole molto tempo per affermarsi e per far sì che gli altri si accorgano del vostro talento. Io ho iniziato creando gli arrangiamenti per le orchestrine. È stata durissima, ma iniziare dal basso è servito».

Ennio Morricone, ti ringraziamo.

(foto di Mariano Greco)  






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ultimo aggiornamento: lunedì 06 luglio 2020 - 21:29