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Pubblicata Martedì 21 Giugno 2022 10:47

Il clima cambia: che estate ci aspetta? Previsioni e analisi degli esperti Unical

All’inizio di giugno, dopo un mese di maggio piuttosto caldo, alcuni centri calabresi, e in particolare l’area urbana di Cosenza, sono stati investiti da eventi meteo molto intensi. La stazione meteo Unical ha registrato quasi 50 mm in mezz’ora, e oltre 60 in un’ora. Siamo abituati agli acquazzoni estivi, ma non così intensi e così presto, all’inizio di giugno. Si è dunque trattato di eventi straordinari o no?

Tra la fine del mese di maggio e i primi di giugno abbiamo sperimentato delle temperature significativamente al di sopra della media del periodo. L’area del Mediterraneo centro-occidentale ne è stata particolarmente interessata, in Calabria abbiamo mediamente avuto i massimi giornalieri di temperatura più alti di questo secolo. Il 5 giugno la stazione meteo Unical ha raggiunto 39 °C.

Queste temperature anomale hanno prodotto un riscaldamento della temperatura del mare fuori dal comune.

Le forti piogge del 9 giugno sono il frutto di questo scenario. Quando l’acqua della superficie del mare è calda, l’atmosfera assorbe energia termica come una cannuccia aspira un liquido, aumentando l’umidità dell’aria e fornendo più “carburante” per il maltempo. Sono le stesse dinamiche di formazione degli uragani, che si ripetono con le dovute proporzioni anche nel Mediterraneo, dando vita molto spesso a fenomeni estremamente localizzati, quelli che in molti definiscono “bombe d’acqua”. I risultati sono notevoli per la climatologia locale, con valori record per questo periodo. Ad esempio, in 100 anni di osservazioni la stazione di San Pietro in Guarano, vicino Cosenza, nel mese di giugno non ha mai raggiunto dei valori massimi di pioggia giornaliera così elevati, se non nel 1926.

SEGNI DEL CLIMA CHE CAMBIA – Quello appena presentato è un perfetto esempio di quanto ci dobbiamo attendere nei prossimi decenni, a causa del cambiamento climatico che, è bene ribadirlo, è già in atto. 

La temperatura del Mediterraneo, già aumentata di circa un grado nell’ultimo trentennio, salirà ulteriormente fino alla fine del secolo. Questa e altre informazioni sono facilmente fruibili in rete. Ad esempio, il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, che ha da poco divulgato il suo sesto report di valutazione, offre uno strumento interattivo che può essere facilmente interrogato da chiunque, selezionando area geografica, variabile idrometeorologica e scenario di interesse.

È interessante fare uno zoom su ciò che possiamo attenderci nei prossimi decenni nella nostra area geografica, tramite alcuni studi che il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Unical sta conducendo. 

A fronte di un innalzamento certo delle temperature, per quanto riguarda le piogge lo scenario più probabile sembra quello di una riduzione non particolarmente marcata in termini complessivi, anche se molto probabilmente la distribuzione delle piogge nel corso dell’anno cambierà.

Dunque, la previsione è di non avere particolari aumenti in termini di siccità “meteorologica” (dipendente cioè dalla sola pioggia) ma così non sarà per la siccità “agricola”, che considera l’effetto combinato di pioggia e temperatura, o meglio evaporazione. 

Questo scenario in alcune zone del sud Italia comporta un rischio non trascurabile di desertificazione, con un impatto significativo su tutto il ciclo idrologico.

ESTATE 2022 – Pur lasciando da parte per ora questi scenari relativi ai prossimi decenni e concentrandoci su ciò che ci aspetta su un orizzonte temporale più breve, corrispondente alla imminente stagione estiva, la situazione cambia poco. Secondo le previsioni stagionali distribuite dal sistema Copernicus, che considera un ensemble di simulazioni provenienti dai centri più importanti del pianeta, l’estate in Italia e in generale nell’area mediterranea sarà con altissima probabilità significativamente più calda e meno piovosa del solito.

Insomma, i segnali del fatto che il clima stia cambiando sono sempre più chiari. Gli effetti negativi del climate change possono essere ancora mitigati, in parte, attuando politiche di riduzione drastica di immissione di gas serra a livello globale. È necessaria ovviamente una svolta anche a livello culturale a partire da ognuno di noi, riducendo al massimo consumi e sprechi. Per il clima e per la pace.

(Testo a cura del professor Alfonso Senatore, docente di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia dell’Unical)

Credit e link utili

Per i dati della rete meteo calabrese (esclusa stazione Unical): Centro funzionale Multirischi Arpacal - cfd.calabria.it

Per le previsioni stagionali e per altre mappe e cartografia: Copernicus Climate Change Service - climate.copernicus.eu

Le mappe di siccità su Calabria e Sicilia sono frutto di una collaborazione tra università di Catania, di Messina e della Calabria

Per approfondire, azioni utili per contrastare il climate change: documento del gruppo Minds for One Health (M4OH) 

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clima estate2022 esperti Alfonso Senatore