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L'Area
Produzione, costituisce l'accesso al Centro per ogni
richiesta di produzione, procedendo alla istruttoria
tecnico-amministrativa preliminare delle proposte
di produzione da sottoporre alla direzione.
Quando non previste dal programma deliberato dal C.T.S.,
il Presidente, dopo una prima valutazione, le sottopone
per l'approvazione al Comitato Tecnico Scientifico.
La produzione comprende inoltre, l'organizzazione
operativa generale e quella tecnica degli Impianti
tecnologici del Centro.
La produzione cura le attività di acquisizione
e di raccolta della documentazione scientifica, video
e audio, originale. Provvede e sovrintende alle operazioni
successive di elaborazione e montaggio, all'inserimento
di effetti speciali, all'aggiunta di grafica computerizzata
e di disegni originali e/o di animazione. Cura il
montaggio degli elaborati finali, la loro masterizzazione
ed edizione definitiva, sotto forma di pubblicazione
"Master", nonché provvede alle necessarie
duplicazioni o riproduzioni su supporto video magnetico
o digitale.
La produzione cura eventuali Applicazioni Telematiche,
al quale afferiscono tutte le attività di supporto
alla sperimentazione e alla realizzazione di prototipi,
finalizzati ad iniziative di insegnamento/apprendimento
a distanza.
Si occupa anche della realizzazione di moduli didattici
su supporto audiovisivo o multimediale di concerto
con altre strutture dell'Ateneo od Enti diversi.
LE ULTIME PRODUZIONI DEL
CENTRO
Il
gioco della settimana
Federica, una bambina con le trecce, e una suora,
affacciate dalla finestra di un istituto, guardano
alcuni bambini che giocano a pallone, incoraggiati
da amici e parenti. Daniele segna un goal e, dopo
essere stato abbracciato dai compagni di squadra,
corre felice verso la madre e la sorellina, Ida. Federica
guarda la scena con occhi malinconici.
Dopo qualche tempo nell'atrio dello stesso istituto
Ida, Daniele e i genitori sembrano aspettare qualcuno.
Dal fondo del corridoio avanzano Federica e la suora.
La bambina appare smarrita ma viene rincuorata dalla
famiglia che le mostra molto calore. La suora, con
occhi velati di tristezza, guarda Federica allontanarsi
insieme ai due bambini e ai genitori.
In una giornata di sole, affacciato dal balcone insieme
al padre e alla madre, Daniele guarda giù nella
villetta alcune bambine che giocano alla "settimana".
Federica compie il percorso senza commettere errori
e, festeggiata dalla sua squadra, abbraccia felice
Ida e volge lo sguardo verso Daniele e i genitori
che la salutano con la mano e sorridono.
Il
canto dei patrioti
Pietro Villacci, Giuseppe Franzese, Raffaele Camodeca,
Sante Cesareo e Nicola Corigliano, insorti a Cosenza
il 15 marzo 1844, vengono fucilati il mattino dell'11
luglio nel vallone di Rovito.
Domenico Moro, Nicola Ricciotti, Attilio ed Emilio
Bandiera, sbarcati in Calabria il 16 giugno per dare
man forte alla rivolta dei cosentini, sono rinchiusi
nelle carceri dopo essere stati catturati insieme
ad altri compagni, sulle montagne della Sila.
Sette ufficiali e un sottufficiale dell'esercito borbonico,
componenti della Commissione Militare, discutono la
pena da comminare agli stranieri e alla fine riconoscono
Attilio Bandiera, Emilio Bandiera, Nicola Ricciotti,
Domenico Moro, Anacarsi Nardi, Giovanni Venerucci,
Giacomo Rocca, Francesco Berti e Domenico Lupatelli,
colpevoli del reato di cospirazione contro il Regno
e li condanna alla pena di morte da eseguirsi con
la fucilazione e col terzo grado di pubblico esempio.
La mattina del 25 luglio Attilio Bandiera, prima di
avviarsi davanti al plotone di esecuzione, dice ai
compagni che il loro martirio sarebbe stato utile
all'unità d'Italia più di ogni altra
cosa, e che se morire era inevitabile era meglio farlo
per una causa giusta. I patrioti commossi cantano
con voce vibrante un coro dell'opera di Mercadante
"Donna Caritea": "Chi per la patria
muor vissuto è assai, la fronda dell'allor
non langue mai. Piuttosto che languir sotto i tiranni,
è meglio di morir sul fior degli anni".
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